domenica 29 giugno 2014

Dio di illusioni - Donna Tartt

Un piccolo raffinato college nel Vermont. Cinque ragazzi ricchi e viziati e il loro insegnante di greco antico, un esteta che esercita sugli allievi una forte seduzione spirituale. A loro si aggiunge un giovane piccolo borghese squattrinato. In pigri weekend consumati tra gli stordimenti di alcol, droga e sottili giochi d'amore, torna a galla il ricordo di un crimine di inaudita violenza. Per nascondere il quale è ora necessario commeterne un altro ancora più spietato...

Dio di Illusioni è il primo romanzo di Donna Tartt (vincitrice del premio Pulitzer 2014 con "Il cardellino"). Ed è anche il primo romanzo con cui ho iniziato a conoscerla.
E' un romanzo nero. Conosciamo fin dal prologo cosa succederà, ma solo leggendolo possiamo scoprire il perchè.
Chi racconta è Richard. Viviamo attraverso i suoi occhi la storia di quell'anno al college, delle persone che lo circondano e del fascino che esercitano su di lui.
Il titolo originale è The Secret History. Si potrebbe parlare per molto tempo della scelta degli editori italiani di cambiare i titoli originali, ma tant'è...
Dio di illusioni ha sicuramente fascino, ma non rispecchia in pieno la struttura del romanzo.
Per quanto riguarda il romanzo in sè, io sono rimasta affascinata da questa storia. Scritta talmente bene che ho provato un po' di invidia. Anche io vorrei poter scrivere così.
Può essere considerato un capolavoro? Non lo so, ma sento di consigliarlo.
In mezzo a tanta mediocrità, è un romanzo che spicca!

R.I.P. 

sabato 21 giugno 2014

10 romanzi in 40 giorni? Perché no!?

Il gruppo facebook 'il club del libro' ha lanciato una sfida: leggere 10 romanzi dal 20 giugno al 31 luglio.
Letture sotto l'ombrellone è il titolo dell'evento.
In palio: un libro in regalo.
Al di là del premio, il piacere della lettura e la possibilità di smaltire la pila sul comodino! :-)
Ecco i miei dieci:
- Vilmos Kondor, Budapest Noir
- Jonathan Lethem, Chronic City
- Arthur Golden, Memorie di una Geisha
- Vanessa Diffenbaugh, Il linguaggio segreto dei fiori
- Virginia Woolf, Una stanza tutta per sé
- Voltaire, Candido
- Joseph Conrad, Cuore di tenebra
- Robert Louis Stevenson, Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr Hyde
- Donna Tartt, Dio di illusioni

R.I.P.

martedì 17 giugno 2014

A Game of Thrones- Il Trono di Spade e Il Grande Inverno

Dopo aver letto il Signore degli Anelli, è sempre difficile trovare un romanzo fantasy originale.
E George R.R. Martin rispecchia tutti  i cliché che Tolkien ha "imposto" con le sue opere.
Prima di linciarmi perché ho osato dire una cosa del genere, fatemi dire che a me, il Trono di Spade, è piaciuto.
Confesso di aver già provato, anni fa, la lettura di questa serie e l'avevo abbandonato dopo 10 pagine per la noia.
Sono dell'idea che ogni romanzo abbia il suo momento per essere letto e il suo momento è stato ora.
Mi piace il fantasy. È un ottimo compromesso fra lettura leggera e svago. Mi piace l'idea di trovarmi in un luogo che non conosco, di viaggiare e fare cose impossibili per me coi personaggi. Mi piace combattere guerre o addestrare draghi. Insomma il fantasy è nelle mie corde.
Il romanzo mi è piaciuto, e tanto.
Mi ha lasciato con l'amaro in bocca e la voglia di leggere il seguito.
Ho apprezzato la suddivisione dei capitoli per personaggio. Hanno dato profondità e carattere sia alla storia che ai personaggi stessi.
Il mio personaggio preferito è stato senza dubbio Eddard. SPOILER!!! Dato il suo tragico finale, sarà difficile rimpiazzarlo nel mio cuore. FINE SPOILER!!!
Il personaggio più insopportabile è stato senza dubbio Daenerys. Ho apprezzato la crescita in consapevolezza e carattere del personaggio, ma rimane comunque insopportabile.
Il personaggio più simpatico è senza dubbio Tyrion. "Di necessità, virtù" potrebbe essere il suo motto. Cosciente di ciò che è e di ciò che rappresenta, e se per lui è un peso, lo rende meno pesante.
Cersei invece è un personaggio che mi ha stupito, o meglio mi ha stupito una frase che dice Joffrey a proposito della madre alla notizia della cattura di Jaime, ovvero che essendo una donna, il suo cuore è sensibile. Secondo me, invece, è una dimostrazione del suo amore, malato ma pur sempre amore, per il fratello. Curiosità su come si evolverà.
Gli altri personaggi, e sono tanti, non mi hanno colpito in maniera particolare, se non Arya e curiosità per il suo destino. Al prossimo romanzo.
Concludendo, la parola d'ordine è Curiosità. L'ho ripetuta tante volte e credo che l'intento principale di Martin fosse questo.
Contemporaneamente ho visto un paio di episodi della serie tv. Quest'ultima non mi ha sfagiolato, ma si sa, io preferisco sempre un buon libro alla tv! ;-)
Infine, ho una domanda per la Mondadori: ma chi vi scrive le quarte di copertina, i romanzi li legge?



Il segnalibro che vedete è una foto di una scatola portadolci in avorio del XIX secolo e proveniente dal Giappone. Una cosina piccola ma bellissima, da rimanere incantati a guardarla per ore e a chiedersi quale abile mano l'abbia creata.
La trovate al Museo d'Arte Siamese di Cagliari.

R.I.P.