sabato 25 aprile 2015

Padre Nostro, liberaci!!!


Aveva sete di sangue, morte e vendetta e nessuno scrupolo. Sangue, morte e vendetta.


Con tutta probabilità, con questo mio commento, sarò una voce fuori dal coro.
A me il romanzo non è piaciuto.
E ora vi spiego il perché.
Conoscete Ilan Fernandez? No? È il fondatore della casa di moda 'De Puta Madre', nonché ex narcos colombiano, di Medellín.
La sua biografia è diventata un romanzo, Suerte, di Giulio Laurenti.
Vi sconsiglio di leggerlo. Sono sicura che Google soddisferà la vostra curiosità.
Medellín. Colombia. Vi dicono sicuramente qualcosa.
Infatti è il paese d'origine del protagonista di Padre Nostro.
Sensazione di dejá-lu.
A pagina 30 ne ho contate altre 3:
~ Arresto cinematografico al centro  di Madrid,
~ Contatto del banchiere sanmarinese per il riciclo di denaro,
~ La bella donna di turno che si accompagna al narcos.
Ma anche la guardia del corpo israeliana. Paro paro a Suerte.
Ora, sicuramente la cronaca dell'epoca ha riportato abbondantemente l'episodio e, si sa, gli autori attingono a piene mani dalla cronaca, ma controllare che qualcuno non avesse già scritto qualcosa?
Per la cronaca, Suerte è stato pubblicato nel 2010.
Ma per quanto Suerte non sia un capolavoro (non lo è), questa fortissima sensazione di dejá-lu durante la lettura di Padre Nostro lo avuta per tutto il romanzo.
Certo, non trascurabile dettaglio, Padre Nostro è scritto meglio. 
Anche se se la giocano. Suerte è una celebrazione del successo di Ilan Fernandez. Padre Nostro un romanzo godibile, ma nulla più.


I dialoghi. Alcuni sono da latte alle ginocchia che manco un harmony.
Un esempio? Eccovelo:


«L’importante è che tutto sia andato liscio.  Tu come stai?» «Tesa. Ho ancora l’adrenalina in circolo.» «Davvero? Conosco un ottimo metodo di rilassamento.» «Antonio...» «Dài,  Tania.  Hai  portato a termine un bel sequestro, dobbiamo festeggiare.» «Io...» «Ti preparo un bel bagno caldo e ordino subito una bottiglia di champagne. Sbrigati, ti sto aspettando» disse lui chiudendo la chiamata. Tania lasciò cadere il telefonino sul sedile del passeggero e si passò una mano tra i capelli. La ragione le diceva di non dargli retta e tornarsene a casa a recuperare un po’  di sonno arretrato. Ma il suo corpo e il suo cuore le dicevano di sbrigarsi a mettere in moto e pigiare l’acceleratore a tavoletta per raggiungerlo. “Chi sei, Antonio Corso?” si domandò girando la chiave. “E che diavolo di incantesimo mi hai fatto per stravolgermi così?”

Altra scena:
Alice  lo  guardò.  Paco  ricambiò lo sguardo  e le sorrise. Quello che seguì non fu solo un bacio intenso e carico di passione tra due persone che si amano. Era un patto di sangue.
Nora Roberts è una dilettante al confronto!

I personaggi. Lo spessore è più quello del volume che di certi elementi presenti nel romanzo.

Le scene. Alcune sembrano venute fuori da un film. Tipo Non aprite quella porta 4. Il livello è quello.

La pupilla era di un grigio intenso e faceva pensare a una perla scura incastonata nella roccia.
Dopo aver letto questa frase, consiglio agli autori una rilettura di un canto qualsiasi della Commedia, in cui il Sommo può aiutare a scrivere una similitudine. E consiglio pure un buon testo di retorica per imparare cosa è una similitudine.

Dovessi dargli un voto sarebbe un 5/10.
Per la leggibilità, perché è scorrevole.
Per l'epilogo, che è stata l'unica parte appassionante.
E per la copertina, l'unica cosa veramente notevole.

R.I.P.

giovedì 23 aprile 2015

#ioleggoperché



Una grande iniziativa nazionale di promozione del libro e della lettura rivolta ai futuri lettori, fondata sulla passione dei lettori di ogni età ed estrazione.

Il 23 aprile è la Giornata mondiale del libro e del diritto d'autore.

Il 23 aprile 2015 in Italia sarà il giorno di #ioleggoperché, un’iniziativa dell'Associazione Italiana Editori in cui i protagonisti sono i libri e i lettori.

L'obiettivo è di stimolare chi legge poco o chi non legge: parliamo di ben più della metà degli italiani.

Abbiamo deciso di incuriosirli, con l’aiuto dei lettori.
Abbiamo deciso di farlo in modo originale ed efficace.
Abbiamo deciso di mettere al centro di questa iniziativa i libri, le persone, tutti gli organismi e le iniziative che hanno a cuore la lettura e, in generale, la cultura.


http://www.ioleggoperche.it/it/home/





mercoledì 1 aprile 2015

Aprile, Aprile, cosa mi porterai?

Un altro mese è passato.
Ormai siamo al quarto mese dell’anno del 2015… 
Non so come ci si debba sentire. Non lo so. 
Mi sembra sempre tutto così irreale. 
Come se galleggiassi sulla vita e non la vivessi appieno. 
Ho perso colui che era la mia metà del cuore, il pezzo di anima da custodire per la vita. 
E ancora non riesco a riprendermi. 

Ho deciso tempo fa che avrei dedicato il tempo a me e ai miei obiettivi. 
All’unico obiettivo che ho: una coroncina d’alloro sulla testa e una pergamena che mi dichiara Dottoressa. 
Eppure, nonostante gli sforzi, il tempo passato sui libri, la volontà di arrivare, io ho paura. 
Sì, una paura fottuta. 
Paura del futuro, paura della solitudine, paura, paura, paura… Gli amici, quelli veri, quelli che chiamo quando l’ansia mi assale, quando le lacrime premono per scorrere, loro aspettano. Aspettano quel giorno e lo fanno con l’impazienza degli amici che mi vogliono bene, che vogliono, finalmente, vedermi realizzata. 

Aprile, Aprile, non so cosa mi porterai. 
Spero pace, soddisfazioni e grinta. 


R.I.P.