martedì 1 dicembre 2015

DIARIO DI BORDO...

Sono una che scrive. Una di quelle che affida i propri pensieri alla carta per trovare sfogo. Per provare a chiudere in un cassetto i pensieri e i problemi e vederli, finalmente, sotto una luce diversa. E magari trovare soluzione.
Mai trovata. Ma ci ho provato.
E il senso di liberazione, alle volte, è veramente senso di liberazione.
Per questo, a quest'ora della notte, mi ritrovo di fronte a uno schermo. L'insonnia non mi dà pace.
Ieri ho iniziato un lavoro in un call center. Difficile, tosto, impegnativo. Ma questo offre il mercato del lavoro e mi sono imposta di riuscirci.
Ho bisogno di riuscirci.
L'insonnia non mi dà tregua e io penso a quello che dovrei dire durante le chiamate che faccio.
È un modo per non pensare a quanto il resto faccia schifo. A quanto le lacrime versate non sono bastate a sfogarmi.
Ho ripreso in mano la mia vita, dopo un anno di "immobilità", ed è la cosa più difficile da fare. Ma è un tentativo.
E mentre nella mia testa risuona il mio mantra "yes, i can", e il gallo del vicino ha scambiato il lampione per l'alba, io provo a riprendere sonno...

R.I.P.

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