sabato 23 gennaio 2016

DIARIO DI UN'ADULTERA - Curt Leviant



Questo romanzo inizia con le istruzioni. Sì, perché ha un indice dell'appendice, un'appendice e un glossario.
Secondo le istruzioni, va letto tutto una prima volta e poi riletto una seconda volta integrando la storia con le note e i rimandi all'appendice. E qui gli dò una stella anobiiana di meno fin dall'inizio. Ecco perché ho deciso di leggerlo una volta sola e di leggere tutto.
Questo romanzo è scritto in parte in prima persona, in parte in terza. Sono tre voci: Charlie, Guido e Aviva. Ognuno di essi racconta la propria storia, intervallata da parti in corsivo che sono del narratore onnisciente.
È la storia di un adulterio. Guido, fotografo, sposato da 14 anni, ha una relazione con Aviva, violoncellista, sposata anche lei. Charlie è psicologo, amico d'infanzia di Guido, conosciuto alla scuola ebraica, e con cui ha proseguito gli studi fino al college. Lui ascolta la storia di Guido, del suo amore per una donna di undici anni più grande e della loro storia insieme.
Quando parla Aviva, è un ripercorrere la sua storia con i suoi partner sessuali, anche se parla tanto anche di Guido.
Charlie, invece, nelle poche parti in cui "parla" è alla ricerca di Aviva, spinto dalla curiosità e dalla "vendetta".
Le note in appendice mettono pepe alla storia. Divertono. Sono quasi un romanzo nel romanzo. Nel complesso il romanzo è scritto molto bene, scorrevole, interessante, a tratti però noioso. È la costante ripetizione di situazioni sviscerate da più punti e da più parti. È un romanzo erotico ma non al livello di sfumature. Più sottile, più delicato, anche se sfrontato. Con un finale dolce-amaro.
Nota al titolo: dovrebbe essere al maschile, non al femminile. Ma, essendo scritto da un uomo, che scrive di ebrei, che sia la donna l'adultera e non l'uomo, non mi stupisce affatto.

R.I.P.



Nessun commento:

Posta un commento