domenica 21 febbraio 2016

IL LIBRO NERO di Orhan Pamuk

Orhan Pamuk ha vinto il Nobel per la letteratura nel 2006.
Da allora ne sono stata incuriosita e mi sono ripromessa di leggere qualcosa di suo. Il libro nero è arrivato fr le mie mani grazie a una cara amica, che condivide con me la passione per i libri e per l'arte. Confesso di averlo iniziato più volte ma di averlo mollato per letture più interessanti. La terza è la volta buona!
Il romanzo si alterna tra la storia di Galip, Ruya e Celal e gli articoli in prima persona di Celal. Sinceramente non mi ha fatto impazzire, anzi mi ha annoiato abbastanza. Credevo di leggere la magia di una città come Istanbul e invece mi ritrovo filosofeggiamenti sul senso della vita, del matrimonio, dei ricordi e di ogni minima cosa succeda al protagonista. La continua ricerca di Galip, tutto quello che gli succede nel mentre. Tante, troppe parole in più. La noia, insomma. Bé, con enorme dispiacere, chiudo con quest'autore. Forse in un futuro remoto leggerò altro, ma non mi sperticherò sicuramente a cercare un romanzo adatto.


R.I.P.

lunedì 15 febbraio 2016

Canne al vento

Alle scuole superiori, la prof d'italiano decise che Grazia Deledda non si sarebbe studiata perché non la sopportava. Da allora ho sempre diffidato della mia conterranea. Eppure è l'unica scrittrice italiana ad aver vinto il Premio Nobel per la Letteratura. Questo dovrebbe valere qualcosa. Quindi eccomi qua.
Questo romanzo è stato una scoperta. Mi aspettavo una scrittura vecchia, desueta, noiosa. Invece è stata scorrevole, molto più attuale di certe traduzioni di ora. La scrittura della Deledda è evocativa nelle descrizioni. Non si perde in dettagli, ma quei pochi che dà fanno visualizzare perfettamente quel panorama, quel gesto, quel viso. E la storia è dolce-amara nella sua attualità.
Sono partita prevenuta aspettandomi il peggio. Arrivo alla fine con la testa piena di bellezza.

R.I.P.

martedì 9 febbraio 2016

La guerra civile spagnola



Per quanto possano piacermi i saggi storici, in questo momento non riesco a leggerli. Ho bisogno di qualcosa che distragga il cervello,non che lo appesantisca. Con rammarico lo abbandono. In tempi migliori, forse, lo rileggerò.

(Mi rode solo aver perso i punti!)
R.I.P.