lunedì 15 febbraio 2016

Canne al vento

Alle scuole superiori, la prof d'italiano decise che Grazia Deledda non si sarebbe studiata perché non la sopportava. Da allora ho sempre diffidato della mia conterranea. Eppure è l'unica scrittrice italiana ad aver vinto il Premio Nobel per la Letteratura. Questo dovrebbe valere qualcosa. Quindi eccomi qua.
Questo romanzo è stato una scoperta. Mi aspettavo una scrittura vecchia, desueta, noiosa. Invece è stata scorrevole, molto più attuale di certe traduzioni di ora. La scrittura della Deledda è evocativa nelle descrizioni. Non si perde in dettagli, ma quei pochi che dà fanno visualizzare perfettamente quel panorama, quel gesto, quel viso. E la storia è dolce-amara nella sua attualità.
Sono partita prevenuta aspettandomi il peggio. Arrivo alla fine con la testa piena di bellezza.

R.I.P.

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