martedì 3 gennaio 2017

Caro Amico, ti scrivo...

Non sono mai stata brava con le parole. Non sempre riesco a dire cosa penso realmente.
O cosa provo. 
E, spesso, come ora, mi ritrovo di fronte a una pagina bianca e le parole incastrate nella gola non riescono a venire fuori.
E quando lo fanno, si accompagnano a tante lacrime.
Di nostalgia, di dolore, di rabbia soprattutto.
Vorrei poterti dire quanto male fa la tua assenza, così improvvisa.
Vorrei urlartela. O lasciarti un ricordo nella fiancata della macchina.
E quando ho visto che comunque il mio telefono rimane silenzioso, mi sono ritrovata di fronte al foglio bianco a provare a scrivere i miei personali auguri per te.
Quindi, Buon Anno. 
Ti auguro che non debba mai cadere e farti male. E che non debba mai fermarti al punto da aver bisogno d'aiuto anche per mangiare.
Ti auguro che i dubbi sui tuoi e gli altrui sentimenti non siano mai così incasinati.
Ti auguro che il lavoro si stabilizzi e che i sacrifici fatti finora ti vengano riconosciuti. 
Ti auguro di partire per un viaggio e di trovare dall'altra parte del filo la persona che hai chiamato per condividere quel momento emozionante.
Ti auguro di non aver mai bisogno di parlare con un amico perché solo lui sa il segreto che ti porti dentro. E in quel caso, ti auguro di trovarlo.
Ti auguro di non dover mai sentire il silenzio che certe assenze provocano. Talmente assordante che è come impazzire.
Ecco, sono arrivata alla fine dei miei auguri.
Di nuovo, Buon Anno.

R.I.P.
Basilica di Santa Maria del Mar, Barcellona. Contemplazione senza filtri

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